Caldo da morire

La crisi climatica colpisce i più deboli

In estate c’è una grossa differenza di temperatura tra aree cementificate e aree verdi

Un top manager di una grossa azienda si alza un mattino d’estate nel suo appartamento con aria condizionata, va in ufficio nel suo SUV con aria condizionata, passa nella palestra con aria condizionata, torna nella sua casa fresca grazie all’aria condizionata. Magari ha pure la piscina e una parte dell’estate la passa in vacanza fuori dal forno urbano.

Il top manager non vive l’estate come una persona normale. Le persone normali devono dormire in appartamenti minuscoli dove al massimo abbiamo il ventilatore. Si spostano a piedi e in bici sull’asfalto bollente. Lavorano in un cantiere sotto il sole a 40°. Senza parlare di chi è senza dimora.

L’estate italiana, specialmente in città, è diventata invivibile per la maggior parte delle persone. La combinazione delle ondate di calore e delle colate di cemento e asfalto è micidiale: tutto il caldo accumulato durante il giorno viene ributtato fuori di notte. Le città diventano forni dove si prova a sopravvivere: nel solo 2022 in Italia sono morte 18 mila persone per il caldo.

La risposta non può realisticamente essere quella di vivere tutti come il top manager aziendale. Dobbiamo invece trasformare completamente le nostre città per renderle luoghi vivibili anche d’estate, non solo per i ricchi ma per chiunque. Sappiamo come farlo:

  • Piantare una marea di alberi e piante
  • Eliminare il più possibile asfalto e cemento
  • Ridurre il più possibile il numero di auto, che contribuiscono a scaldare
  • Usare più materiali da costruzione che assorbono meno calore, come il legno

Ma manca la volontà politica. Un po’ perché non c’è capacità di immaginare un mondo diverso, un po’ perché la classe dirigente subisce il calore estremamente di meno rispetto alla maggior parte delle persone.

Questo cambiamento dobbiamo prendercelo. Per questo abbiamo lanciato la campagna Facciamoci Spazio: far immaginare come potrebbe essere diverso e migliore lo spazio pubblico in cui viviamo e ridare alle persone il potere di cambiarlo. Perché quando diciamo che uno spazio è pubblico vuol dire che è nostro.

Qualche esempio reale per ispirarci all’azione:

A Portland il movimento Depave ha trasformato parcheggi in giardini, dimostrando che si può creare cambiamento mobilitando le comunità locali.

A Milano sono decine gli interventi di depavimentazione previsti dal progetto Piazze Aperte stimolati dalle associazioni e i comitati di quartiere, ce ne ha parlato Demetrio Scopelliti durante la terza tappa del tour di Italia Impossibile a Bologna a marzo 2025.

In Italia qualcosa si muove, ma le amministrazioni temono il malcontento e faticano ad agire con decisione. Sta a noi promuovere il cambiamento, mobilitare energie e dimostrare che è possibile trasformare il paese senza aspettare permessi.

Scrivici a community@italiaimpossibile.it se vuoi unirti a un gruppo locale nella tua zona.